Gen
16
Artiglio Salento Rosso IGT 2007
Archiviato in Puglia, Vini - Regioni, Vini Rossi
Non dovrei nemmeno stare qui a dirlo, ma quando compriamo un vino, compriamo anche una bottiglia, il tappo, l’etichetta e con loro un’immagine evocativa, una serie di idee che associamo a nostro modo ad una serie di impressioni ed emozioni.
Insomma tutta questa faccenda si chiama anche “marketing” e, detto così, fa pensare più che altro ad un cinico strumento per fare soldi, fare business.
Ora non vorrei addentrarmi troppo nell’argomento, quando in rete vi è chi riesce a farlo con molta più disinvoltura - come Gunther, ad esempio - ma in tutto questo vi è anche il lato artistico e creativo e questa etichetta suggerisce più di qualche ragionamento.
Niente borghi, nè castelli, stile sicuramente non patinato, ma molto vintage e particolare nel suo genere. Cita (volutamente) i tagli di Fontana e (involontariamente) una famosa colla per il legno, “artiglio”, per l’appunto.
Reminiscenze personali a parte, chissà con quali intenti è stata concepita l’etichetta…
Sta di fatto che è un vino interessante e, come commentano qui, capace di coniugare ”la tradizione del Negroamaro e la versatilità del Montepulciano”: E’ “moderno” e “versatile”, forse pure un po’ “piacione” come diremmo a Roma, ma non guasta.
Dopotutto un gran bel vino. E convince anche a me che raramente sposo i caratteri spigolosi e irruenti dei vini pugliesi.
Prodotto dalle Cantine De Falco, Artiglio è un blend di Negroamaro, uva autoctona tipica pugliese e Montepulciano che, insieme all’affinamento in barrique di 8 mesi, smussa le asperità valorizzando un piacevole corredo aromatico, molto speziato con note di humus, tabacco e vaniglia.
Un avvertenza: il tenore alcolico contenuto nei 13% trae in inganno e la piacevolezza della beva compie il resto: soprattutto a tarda ora, vengono fuori post strampalati come questo!
Commenti
4 commenti a “Artiglio Salento Rosso IGT 2007”
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dunque, dato che io non ci capisco tanto di vini, sono una di quelle che sceglie con l’etichetta, quindi quasi mi consoli.
per il resto frequento il tuo blog, da allieva assennata ANCHE per imparare qualcosina di vino, sisamai.
piacione lo reggo, finchè non diventa coatto (perchè la mia testolina legge coatto il vino troppo piacione.. sempre de iperbole se tratta, no?)
;-P
@vaniglia: prima di tutto grazie per la fiducia! Ho capito che intendi per vini coatti … sono quelli che piacciono agli americani, e ho detto tutto!
Sono molto contenta ti abbia colpito un vino della mia terra. Per il resto anche io come vaniglia sono qui per imparare ad andare oltre le etichette ;-). Buona giornata!