Nov
13
Le parole che non vi ho detto
Archiviato in About me, Meme & Co.
Vaniglia mi ha invitato a questo giochino un po’ marzulliano (del tipo: “si faccia una domanda e si dia una risposta”). Solo che le domande sono dieci (gulp!) e l’argomento della discussione è me stesso. E io che sono schivo e riservato, adesso come faccio?!
Preoccupazione a parte, accetto di buon grado. E’ un modo semplice e carino per conoscerci un po’ di più, per “confessare” quello che siamo al di fuori del blog (e magari della cucina). Tanto per apparire più veri e magari scoprire che forse da qualche parte ci siamo pure incrociati, chi lo sa.
1. La Cucina - 2. Il Vino - 3. La Fotografia - 4. Roma - 5. Roma bis (enogastronomica) - 6. I Libri - 7. La Musica - 8. Je suis… - 9. Origini. - 10. The End.
1. La cucina. Prima di tutto, “si prende una ciotola…” così iniziavo la ricetta della crema pasticcera appresa ad appena 5 anni, forse per capire come fosse possibile che da uova, farina, zucchero e qualcos’altro nascesse una meraviglia simile. Un piccolo miracolo di cui ancora mi stupisco. E poi la cucina, passando per le cose buone da mangiare, le ricette della nonna e la incontenibile curiosità di assaggiare tutto. un leit motiv che tuttora mi accompagna e che ho la fortuna di condividere con la mia splendida mogliettina: se non l’avete capito, spesso e volentieri è lei a preparare le ricette che fotografo (e mangio). Insomma il tocco femminile sul blog è suo.
2. Il vino. Erano i tempi dei pub e i vini non erano ancora di gran moda, anche se un incontenibile successo di mercato sarebbe esploso di lì a poco. In quei tempi ho iniziato ad avvicinarmi al vino con gli amici, forse per l’antico piacere conviviale di raccontarsi e osservare il mondo attraverso una bottiglia. Ora è un po’ diverso: direi che osservo il mondo non attraverso, ma dentro la bottiglia, dove il vino è un piccolo frammento emozionante di cultura che passa attraverso i sensi.
3. La fotografia. Ho iniziato a fotografare (solo) per la precisa volontà di cristallizzare i ricordi. Il pensiero del tempo che scorre, mi mette infatti sempre una certa malinconia. Ci ho preso gusto e pian pianino ho abbandonato le compatte, tecnicamente limitate, e mi sono avvicinato alla fotografia reflex digitale. Adesso maneggio una splendida Canon 50D ed ora, ahimè, il limite tecnico sono io.
4. Roma. La mia città. Per me è quel fazzoletto di terra compreso tra San Pietro, il Colosseo e Trastevere. Tutta lì. Difficilmente ne potrei fare a meno, difficilmente potrei rinunciare ai sanpietrini, ai nasoni. A via Frattina, via Giulia, a via Vittoria, a Via del Monserrato e dintorni. Alle piazze con le fontane e senza le fontane. Ai fori romani e alle chiese barocche. Ai palazzi patrizi da osservare da sotto in su, scorgendo gli stucchi e i soffitti a cassettoni. A Pasquino, al Tritone, alla Barcaccia. Al Natale in piazza San Pietro. Al rumore delle stoviglie e delle televisioni nel silenzio delle calde sere estive per via dei Banchi Vecchi.
5. Roma bis (enogastronomica). ovvero i luoghi che frequento di più, dove ci potremmo per caso incrociare. Vale a dire: da Castroni, da Pizzarium o da Bir&Fud (tutti e due di Gabriele Bonci), nella gastronomia di Belli e Fantucci, al caffè di Sciascia o da Faggiani. D’estate nella Gelateria dei Gracchi o al Gelato a Via dell’Aeronautica. D’inverno da Boccione al Portico d’Ottavia.
6. I libri. fino ad una certa età non ne volevo sapere di leggere. Al massimo i fumetti. Ma il Vecchio e il mare di Hemingway è stata la scintilla che ha acceso la passione per la lettura. Da lì non mi sono più fermato, passando per i grandi classici, da Hesse a Calvino, fino a Camilleri, passando ovviamente per Trilussa. Ma anche la saggistica scientifica, fino all’attualità e alla storia contemporanea. Due piccole innocenti manie: ho il pallino del giornalismo d’inchiesta sui casi politici e d’attualità degli ultimi quarant’anni. Ho sempre un libro in borsa (o in tasca) e uno sul comodino.
7. La musica. Non l’ho mai scritto, ma suono il piano. Suono…diciamo che lo suonavo e ora lo strimpello, giacchè ormai da anni il tempo che dedico alla musica è sempre di meno: sarà colpa del blog?
8. Je suis…un ingegnere. Elettronico per la precisione. poi nella vita ha scelto di fare il manager (mah…non esageriamo!) in una grande azienda e la cosa mi garba. E allora, direte, che c’entro con tutto il resto? ed è qui che arriva il bello: perchè nella vita non si finisce mai di imparare e di scoprire la bellezza del mondo. Anzi, a dire il vero, vorrei avere molto più tempo per dedicarmi ai punti di cui sopra…
9. Origini. Sono romano (”de Roma”) da sette generazioni, ma solo per un quarto. Per il resto ho ascendenze abruzzesi, emiliane e toscane. Forse è per questo che mi piace viaggiare in lungo e in largo per il nostro bel paese.
10. The end. Se siete arrivati a leggere fin qui, complimenti, avete i nervi saldi e la pazienza di Giobbe. Qualcuno, un giorno, ve ne renderà merito. E magari avrete anche voglia di raccogliere l’invito a continuare il gioco. Oltre ai possibili volontari, mi spetta la nomina di alcune persone per continuare il gioco. Spero che non me ne vogliano troppo:
1. Sara,Tocco e Tacchi
2. Dada, Un Dejeneur du Soleil
3. Sara, Qualcosa di Rosso
4. Anna, Righeblu o Idee Weekend e Vacanze
5. Twostella, Il giardino dei ciliegi
6. Sonia, Il pasto nudo
Commenti
6 commenti a “Le parole che non vi ho detto”
Lascia un Commento













Ti ringrazio per l’invito. Sono anch’io piuttosto riservata e non amo descrivere me stessa, tuttavia… senza fretta, proverò!
In fondo, tanto di noi si intuisce anche senza riferimenti espliciti!
Sono sorpresa, pensavo che le tue origini fossero toscane…
Ciao, buon weekend
dunque… così ad occhio e croce abbiamo rischiato di incontrarci una dozzina di volte, altro che gelateria.
ingegnere!
ma come ho fatto a non capirlo prima! era una sensazione a metà tra la matematica e …. non esattamente l’architettura ma qualcosa del genere, perchè centrava l’arte. però in modo non da architetto. troppo poco indulgente (per non dire altro sennò riccendo la vecchia diatriba ing./arch., e diociscampi, ;-))
ho fatto proprio bene ad “invitarti”! ;-P
grazie…
E’ bello scoprirti :-)Mi ritrovo nella cucina come forma di magia ;-), Roma (mi manca il suo fascino e la sua luce) e il debole per la fotografia (sono molto meno attrezzata di te pero’ ;-).
Ti ringrazio tantissimo per l’invito, non so’ se riusciro’ ad accoglierlo (anche perché ho già risposto ad un invito simile un po’ di tempo fa’), ma grazie per aver pensato a me.
Mi sarebbe piaciuto “beccarti” in uno di quei cari posticini a Roma.
Buona domenica
Che bella Roma! Complimenti per la tua presentazione, mi piace soprattutto il punto 8, mi diverte vedere come le persone riescono ad occuparsi bene di cose tanto diverse tra loro.
Un saluto a te e alla tua splendida città.
Alessandra
Ciao ! scusa, vedo solo ora il tuo invito per il giochino. Mi spiace , ma ho ultimamente ho avuto davvero poco tempo per andare a trovare i miei amici virtuali . Spero di riuscire a farmi perdonare invitandoti/vi al mio compleanno il 31/01 a Genova .Più che altro una “scusa per passare una giornata insieme ad amici foodblogger . Se la cosa ti interessa , la mia mail è : chiarasole808@libero.it , per parlarne più nel dettaglio . Un saluto chiara
[…] Nell’ordine delle ricette apprese nell’iniziazione alla cucina, credo che il budino di riso arrivi per seconda, giusto dopo la crema pasticcera (di cui si parlava qui). […]