Ott
16

Cielo terso, un sole timido e aria fredda, freddissima.
Bene, è il momento di fare un pane con i colori e i profumi dell’autunno, che mi ero ripromesso di provare da tempo: farro, noci e miele. La ricetta è di Dada, bravissima, con il suo poetico dejeuner de soleil.
Tra l’altro mi interessava provare un procedimento con la biga e soprattutto provare ad adattare una ricetta con il lievito di birra, al lievito madre. E poi il procedimento proposto ha la simmetria - e concedetemi la licenza, va - di un canone di Bach: si comincia con acqua poi la farina, gli altri ingredienti e poi di nuovo la farina e infine l’acqua.
Tanto per dire che, forse, da qualche parte esisterà pure un’estetica della preparazione, dell’esecuzione delle ricette.
Esperimento riuscitissimo, il risultato è un pane fragrante, saporito, morbido che si è conservato perfettamente per un paio di giorni. E una fettina, vi assicuro, tira l’altra!
Ok, visto che non riesco a farvelo assaggiare, almeno vi dico subito la ricetta…
Ingredienti:
per la Biga:
200 gr. di farina 0 o 00 per pane
100 gr. di Lievito Madre
120 gr. di acqua tiepida
Per il Pane:
120 gr di farina manitoba
80 gr di farina di farro
100 gr di noci sgusciate
50 g di miele
140 gr d’acqua tiepida
15 gr di sale
Preparazione:
Preparare la biga: sciogliere il LM nell’acqua tiepida e aggiungere poco a poco la farina. Lavorare l’impasto e lasciarlo riposare nel forno spento, fino al raddoppio (circa 2 ore).
Preparare il pane: lavorare la biga con gli altri ingredienti (miele, farine e noci), aggiungendo l’acqua, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Formare una palla e lasciar lievitare per circa 1 ora.
Lavorare l’impasto nuovamente e lasciar lievitare fino al raddoppio (3 ore circa).
Infornare a 220°C per 20 minuti e scendere a 200°C per altri 20 minuti circa. Lasciar raffreddare avvolto in un canovaccio

Diario di bordo:
Il procedimento con la biga prevede, oltre al rinfresco del lievito madre, due momenti di lievitazione: quello della biga e quello del pane, una volta formato, prima di essere infornato. Rispetto al procedimento con una sola fase di lievitazione vi è una notevole differenza nella qualità della mollica.
La lavorazione della biga con tutta la farina e gli ingredienti, aggiungendo progressivamente l’acqua si è rivelato un po’ scomodo e inusuale, ma non negativo. Con un po’ di pazienza l’impasto è diventato liscio ed elastico ed è stato possibile apprezzare maggiormente il processo di “lisciviazione” della farina, ossia la solubilizzazione della stessa attraverso l’acqua, che origina il glutine, così importante per la riuscita del pane.
Commenti
7 commenti a “Pane di farro con noci e miele”
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E’ una ricetta molto interessante, assolutamente da provare!
Grazie e ciao.
Auguri per questa nuova avventura e complimenti per questo promettente inizio!
A presto.
Anna - righeblu
@elly: grazie a te, a rileggerti.
@anna: hai visto? lo dicevo che con i blog non si sa mai dove si va a finire
bentrovata!
era da un po’ che non bazzicavo dalle tue parti e guarda qui che cosa trovo!!
ragassuòlo, che meraviglia!
Quale onore, grazie di cuore. Il tuo pane sembra di un fragrante unico. Appena riusciro’ a gestire il lievito madre devo provare questa versione.
Bella la tua introduzione sull’estetica delle ricette, mi piace
E vogliamo parlare di questo nuovo abito? Complimenti
Grazie ancora e buona giornata
proprio interessante questo pane sai?
credo che sarà uno dei prossimi che proverò… però una cosa, proverò a fare le pieghe io sinceramente, perchè in questo modo avrò sicuro un interno più alveolato .. che mi piace da morire da vedere
ehm … ma qui non c’è la possibilità di “iscriversi ai commenti”?
così non sapro’ mai quando mi rispondi ;P