Set
15

Tra sensazioni, sapori e profumi antichi, fare il pane significa soprattutto riappropriarsi dei sensi e di una manualità oggi fin troppo dimenticata, attraverso un contatto diretto con la materia viva del lievito madre e dell’impasto.
Avventurarsi nel mondo del pane è un po’ come compiere un viaggio, in cui nè rotte nè sentierisono tracciati, ma bisogna affidarsi all’esperienza e ai buoni consigli.
Così ho pensato che un buon punto di riferimento fosse l’ormai leggendaria esperienza delle Sorelle Simili, con il loro libro “Pane e roba dolce” (qui). E poi sono doverosi i ringraziamenti, verso tutti quei blog e forum che, tra mille esperienze, mi hanno dato più o meno consapevolmente indicazioni per trovare la via giusta. In particolare desidero ringraziare Lo spilucchino, il cuore è una frattaglia, la cuoca petulante, stella di sale per le ricette, con descrizioni appassionate ed accurate e, infine, UvAromatica per avermi trasmesso la voglia di “partire”!
Bene. Ora cominciamo dall’inizio. Cominciamo quindi dal Lievito madre.
Secondo la ricetta delle Sorelle Simili, si fa così:
Ingredienti:
200 gr. di farina
90 ml. di acqua
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di mielePreparazione:
Si mescolano gli ingredienti e si lascia fermentare l’impasto ottenuto per 48 ore in un contenitore chiuso in un ambiente riparato, come l’interno del forno spento.
Per 5 giorni si esegue il “rinfresco”. Ossia si riprende l’impasto, se ne butta via metà e si reimpasta l’altra metà con 100 gr. di farina e 45 ml. di acqua.
Quando il lievito madre è pronto, è possibile conservare il lievito madre in un contenitore chiuso anche in frigorifero, provvedendo al rinfresco almeno 1 volta ogni 5 giorni.
Il ciclo di vita del lievito madre
Ora che il lievito madre è pronto bisogna tener sempre presente il fatto che come organismo vivo, sarà sempre in continua evoluzione. La natura non fa salti - diceva qualcuno - ma in pratica possiamo distinguere, per semplicità 3 fasi:
1. Rinfresco: il lievito apparirà come una pasta compatta, elastica, liscia e malleabile.
2. Avvio della fermentazione (raddoppio del volume): il lievito avrà avviato la fermentazione e raddoppiato il volume; si presenterà come una pasta spugnosa ed elastica. Il tempo necessario per il raddoppio del volume dipende dalla vivacità del lievito e da fattori esterni, come la temperatura e l’umidità
3. Fermentazione avanzata: lasciando proseguire la fermentazione il lievito apparirà come come una pasta filamentosa e colloidale densa di alveolature. Successivamente tenderà a ridimensionare il suo volume, ad acquisire un odore sempre più pungente e, se non sarà rinfrescato, morirà.
Quando è il momento giusto per utilizzare il lievito madre?
Il lievito madre deve essere utilizzato quando è attivo e in grado di far lievitare il nostro pane, dunque idealmente nella fase 3, ma, attenzione, prima che inizi a sgonfiarsi. E’ proprio in questo momento che bisogna capire con pazienza il comportamente del nostro lievito per utilizzarlo al meglio. Se invece è già maturo, ha perso volume, allora è opportuno rinfrescarlo prima di utilizzarlo e lasciarlo rilievitare per una notte. (cfr. qui)
A queste regole, non rigide, bisogna poi aggiungere una buona dose di esperienza che si affina provando e riprovando.
Lascio infine il mio diario di bordo, per chi vorrà seguirmi passo passo in questo percorso.
1° giorno - 1° impasto: il primo impasto è molto semplice; poca acqua è comunque sufficiente ad addensare la farina e l’olio ed il miele fanno il resto. Durante l’impasto si sprigionano profumi molto appetitosi ma che presto cambieranno, prevale soprattutto il miele. La consistenza della pasta in questa fase somiglia molto più alla pasta frolla che alla pasta del pane. Riponiamo tutto in un barattolo che lasceremo dentro il forno per 48 ore. Vedremo.
2° giorno - riposo: il lievito madre è lì nel barattolo. L’impasto si è adagiato aderendo alle pareti del barattolo ed ha iniziato a crescere. Ha un buon profumo, si sente ancora il miele. Domani si farà il primo rinfresco.
3° giorno - 1° rinfresco: il volume del lievito madre è esattamente raddoppiato. Ora bisogna dividerlo in due parti, buttar via una parte e rinfrescare l’altra. In realtà le rinfrescherò tutte e due e le conserverò in due barattoli distinti. Ora la pasta ha una consistenza più gommosa ed è più difficile da lavorare. Un pizzico di farina in più facilita l’impasto.
4° giorno - 2° rinfresco: in sole 24 il volume in entrambi i barattoli è quasi triplicato. Il lievito madre ha una consistenza estremamente gommosa, quasi colloidale ed è colmo di piccole bolle d’aria. I lieviti hanno lavorato molto. Il profumo ora somiglia di più al pane ma è piuttosto pungente, si avverte l’acidità.
5° giorno - 3° rinfresco: anche questa volta il volume ha raggiunto il colmo del barattolo. Aprendo il coperchio noto che si è sgonfiato di circa 2-3 cm. L’odore è ancor più acidulo, il sentore di miele è praticamente scomparso e, stranamente, un vaso ha un odore più amaro rispetto l’altro. Procediamo con il rinfresco come da manuale.
6° giorno - 4° rinfresco: il rinfresco procede da copione, il lievito cresce sempre oltre il doppio della dimensione iniziale in 24 ore, ma stavolta spedisco tutto in frigo, dopo 4 ore dal rinfresco, quando già il lievito ha raggiunto metà del livello iniziale.
Durante il 5° e 6° giorno ho provato alcune panificazioni ma con risultati poco soddisfacenti. Sono stati comunque esercizi utili per prendere confidenza con il “comportamento” del lievito e degli altri ingredienti.
Successivamente ho conservato il lievito sempre in frigo, dopo 2-3 ore dal rinfresco. Con il tempo il comportamento del lievito diventa più regolare ed il profumo meno pungente e gradevole: ricorda quasi lo champagne.
Commenti
60 commenti a “Fare il pane: Il lievito madre”
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questa è un’arte, caro michelangelo! vorrei tanto trovare la forza di fare questo lievito: nel caso seguirò fedelmente il tuo diario di bordo!
Non ho mai tentato l’avventura, ma leggendo le vostre esperienze appassionate … mi sto lasciando contagiare …
Stupendo, Miche! E’ da segnalare su Scientificando sia per la sua scientificità che per l’alto contenuto di elementi salutistici!!!
Posso? Inaugurerei anche il nuovo template del blog…
@salsina: prova, dai! poi magari lo condisci con qualche abbinamento di food-pairing
@twostella: è proprio una bella avventura, certo ci vuole pazienza, provare e riprovare. Ancora tante cose le voglio perfezionare, ma poi quando senti quel buon profumo di pane caldo, è proprio una bella soddisfazione
@Annarita: certo che puoi! anzi, mi fa molto piacere. in effetti “fare” il lievito è un piccolo esperimento molto interessante anche dal punto di vista scientifico.
Una bella cosa. Devo confessarti che se avessi la possibilità mi metterei a farlo come te.
Grazie per il consiglio librario, nella nostra libreria sul pane abbiamo diversi libri.
Ciao Michele.
Un’ esperienza fantastica! Adoro il profumo del pane e la ritualità legata alla preparazione. Ti confesso che sto archiviando il tuo post, ma non so se avrò mai la pazienza di eseguire tutte le operazioni previste…
Ciao Michelangelo e scusa il ritardo!
Il tuo diario è davvero esilarante…e la descrizione “sa di champagne”…bè, che dire?
Sono contenta di esserti indirettamente stata utile. Se posso darti un consiglio (che a sua volta mi era stato dato dalle Simili ad un corso), prova a tenere il tuo lievito un po’ più duretto, aggiungendo un pugno in più di farina. E’ come dargli “più da mangiare” e la cosa non può che giovargli.
Ti saluto caramente,
Virginia
Ciao Spilucchina! Grazie per i consigli!
le tue ricette sono preziose e sto imparando molto.
Quando faccio il lievito più duretto, però, cresce meno. In realtà ho notato che resta più compatto se si lavora aggiungendo la farina poco a poco. Giusto? Prossimamente posterò qualche pane, così mi dirai!
Ma cosa mi ero persa!! scusa il ritardo clamoroso ma ti faccio tantissimi complimenti per la nascita del tuo lievito madre!! e sono anche un po’ fiera di averti ispirato…
attendo presto un pane buono buono, magari per il World Bread Day, no? Il mio barattolo sta letteralmente risuscitando dopo oltre un mese di abbandono in frigorifero, spero non mi deluda (povero) ma sono molto fiduciosa!! ciao!
[…] lievito madre ha rappresentato appena l’inizio del viaggio nel mondo del pane, ma ben presto arriva il […]
gradirei conoscere la durata del lievito fresco (1mese o due o più) venduto nei supermercati e se offre il medesimo risultato di quello in polvere, tipo quello della Cameo
Grande amore per la panificazione! Mi sono lasciato contagiare i primi risultati sono, evidentemente, scarsini: sto utilizzando pasta madre regalatami da un’amica che conservo in frigo rinfrescandola ogni 2 giorni (forse poco). Mi hanno consigliato di ungerla con olio di oliva ed ho notato un certo miglioramento, ma il pane ottenuto è sempre un pò duretto e “pesante”. Mah! che ne dici? Grazie e buon anno.
@Antonio: la scadenza del lievito fresco è evidente sia in funzione dell’odore (più acre e pungente) sia dell’aspetto (colore grigiastro, presenza di muffe, etc.). Per quanto riguarda i lieviti confezionati devo dire che non li conosco. Immagino che tali agenti lievitanti, prodotti da processi di lavorazione industriale siano molto più forti.
@P!no: Molto bene! Allora cominciamo col dire che la pasta madre può essere rinfrescata anche ogni 4-5 giorni se tenuta in frigo. Riguardo il risultato della panificazione, tieni presente che il pane con il lievito madre ha, per propria caratteristica un’alveolatura piuttosto fitta. In ogni modo però non dovrebbe risultare “duro”. I criteri per renderlo più morbido e leggero sono:
1. aumentare l’idratazione della pasta (durante l’impasto, la lievitazione e la cottura)
2. lavorare più a lungo l’impasto (conferisce elasticità e morbidezza)
Inoltre ogni qualvolta impasti o rinfreschi ti consiglio di sciogliere il lievito nell’acqua prevista e poi aggiungere poco a poco la farina, in questo modo l’impasto dovrebbe risultare più soffice.
Caro Michelangelo,
ottima descrizione e ottimi consigli. Io sto lottando nel far resuscitare il mio lievito madre datomi dalle famose sorelle Simili ma che evidentemente per inesperienza non ho saputo curare a dovere. E’ un pò duro con alveoli poco pronunciati e l’ultima pizza fatta non era all’altezza delle altre. Ho effettuato un rinfresco con mezzo cucchiaino di miele per rinforzarlo ma non so che risultati avrò. Hai dei suggerimenti? grazie Roberta
@Roberta: mi fa piacere innanzitutto che la mia esperienza ti sia stata di aiuto. Il miele aiuta a rinvigorire il lievito, inoltre per ovviare alla durezza ti consiglio di aggiungere un po’ di olio e di lavorarlo con forza per migliorare l’elasticità.
scusate…ma io ho provato a fare il pane ma con il lievito già fatto …non riuscirei mai a farlo da me…comunque mi è venuto splendido e fa un profumo incredibile …prendo due quadrettini di lievito al super e via…provateeeeeeeeeeee
Grazie Michelangelo per il tuo metodo del lievito madre io l’ho avviato un’ora fà e sicuramente il suo risultato sarà meno stomachevole (a mio gusto) del lievito di birra.
Per concludere volevo incoraggiare tutti nel provare, il tempo per il rinfresco l’abbiamo tutti e lo stesso tempo di una accurata igene orale: forza,sarà sempre meglio di lieviti chimici in commercio sotto forma di bustine o di pane gia confezionato che si secca dopo mezza giornata,riflettiamo ma non ingeriamo quotidianamente con qualsiasi alimento tanti conservanti? Quindi diamo vita a questo lievito madre e riscopriremo i sapori e la genuinità dei nostri avi. Pace e amore da una Romagnola buongustaia.
[…] il viaggio nel mondo del pane con lievito madre, questa volta accompagnati da un nuovo ingrediente: i pomodori secchi. Una golosità tipica della […]
sto per iniziare questa affascinante avventura spero grazie a questi preziosi consigli e a una buona dose di pazienza e caparbietà di riuscire a fare provare ai miei figli un pò di quei sapori troppo a lungo dimenticati un cordiale saluto laura
@laura: mi sembra una scelta giustissima. Vedrai che no è poi così difficile…in bocca al lupo!
ci vuole il forno a legna per fare il pane buono
Ciao Michelangelo,
adoro fare pizze e pane da quasi 25 anni,pero’ ti assicuro che e’ importantissimo specificare ogni piccola cosa sia del recipiente dove andra’ il lievito madre,sia della temperatura,di quante volte si deve rinfrescare e quindi parlare anche del gusto amarognolo che deve sparire con -appunto-le rinfrescate. La famosa “MADIA” della nonna ,per esempio,e’ un inizio fantastico: la temperatura ideale con un isolamento dalla temperatura esterna unica nel suo genere. Le rinfrescate e il tempo daranno vita ad un impasto incredibilmente potente da far gonfiare qualsiasi cosa. La pazienza e’ il vero segreto insieme a tanta passione.
Lievitate gente, lievitate.
Ciao e buon lavoro (soddisfazioni enormi!!!!!)
ora che ho in mano il mio lievito madre bello pronto e rinfrescato….che dose uso per fare il pane?…quanto ne metto per kg di farina?…
scusate l’ignoranza ma…mi sembra che nn ne avete parlato finora…
grazie
pietro
ciao a tutti,
sto provando anch’io a fare il lievito madre, in questo modo, vediamo cosa succede…
Settimana scorsa ho provato a farlo con lo yogurt ottenuto dal kefir, è venuto molto buono morbido e profumato e resiste per giorni. A differenza di quello che compriamo.
Un ritorno alle tradizioni..credo che ne abbiamo tutti bisogno.
Buon lievito a tutti
sto provando a fare il lievito madre ma non mi viene con la vostra ricetta!!!!!!!!!
io ho provato a dare la ricetta a mio padre e era molto soddisfatto!!! è riuscito a farlo e ha detto che il pane con quel lievito era delizioso!!!
ne è molto soddisfatto!!! grazie
Ciao, una mia amica stà preparando il lievito madre, mi sono incuriosita e sono subito venuta a cercare come si prepara, la tua spiegazione è estremamente semplice quindi di sicuro mi avventurerò in questa esperienza, ma vorrei capire come si usa per fare il pane o le pizze e come si tiene da parte il lievito madre per altri utilizzi, e magari avere una buona ricetta per fare il pane.
un caro saluto a tutti e grazie
@Alina: per conservare il lievito madre è sufficiente tenerlo nel suo barattolo in frigo, procedendo con il rinfresco circa 1 volta a settimana.
Inoltre, nella sezione ricette trovi i link ad alcune ricette per fare il pane.
Grazie e a rileggerti
Ciao Michelangelo! Ho la passione per la cucina e poco tempo…però,vorrei imparare a fare il pane. Ho cominciato stasera(grazie ai tuoi consigli),con il lievito madre e spero,di avere dei buoni risultati. Forse il lievito in cubetti,sarà ottimo ma, secondo me, l’amore e la passione o,il cominciare dal principio,sono il condimento migliore (in questo caso,il lievito…) :o)
Ciao Michelangelo,vorrei farti una domanda,riguardo al lievito madre. Stasera ho fatto,il primo rinfresco,domanda: va tenuto in frigo,subito dopo questo passaggio? Grazie :o)
Ciao Romy, se è il primo rinfresco, puoi lasciarlo fuori in un luogo riparato e asciutto. Domani dovrai fare un altro rinfresco ancora e così via per almeno 5-6 giorni. Dopodichè sarà sufficiente una volta a settimana, mettendo il lievito madre in frigo appena rinfrescato.
Buon lavoro!
Grazie,sei stato gentilissimo! ^________^
Rieccomi ! :o) Altra domanda, quando verrà il momento di usare il lievito madre, su 1/2 Kg di farina,quanto se ne deve usare? Grazie in anticipo
Caro Mchelangelo,
Approfitto anch’io della tua gentilezza pr chiedere lumi. Stò iniziando il cimento col LM, ma ho le idee confuse, oltre a non riuscire a sopportare l’idea di gettare la metà del LM al tempo dei rinfreschi. Il mio LM dovrebbe essere già maturo per la panificazione, ma non ho chiare diverse cose necessarie per una buona riuscita del prodotto finale come, ad esempio, 1)proporzioni farina/LM/acqua
2)tempi di lievitazione (1 sola? due? di più? quante mai ore deve lievitare la forma una volta impastata?
3)la tipologia di impasto da effettuare.
Il libro delle mitiche sorelle è prezioso, ma ho anche assimilato poco della “pratica”. Puoi darmi una mano a capirci qualcosa di più? premetto che sono una zuccona… Grazie mille.
Ciao Alexandra,
premetto che purtroppo non esistono regole ben precise, in quanto vale molto l’esperienza personale e la pratica, soprattutto per quanto riguarda la lievitazione, così variabile in funzione della temperatura e dell’umidità dell’ambiente.
Per rispondere alle tue domande, normalmente (almeno nelle ricette che ho sperimentato) la proporzione tra LM e farina è pari circa a 1/3, ma dipende molto anche dal tipo di impasto.
Ti consiglio di dare un’occhiata alle ricette (trovi i link nella sezione vini e ricette) e curiosare un po’ per la rete.
Un saluto e buon lavoro!
ciao Michelangelo, complimenti!!
una domanda, sono al 6 rinfresco, ma quando lavoro il LM dopo poco diventa molto liquido e appiccicoso, anche se aggiungo più farina al punto che quasi non riesce più ad assorbirla ma al rinfresco successivo mi ritrovo con lo stesso problema…consigli?
@tuono: prova a procedere sciogliendo prima tutto il lievito madre che vuoi rinfrescare nell’acqua tiepida (in quantità pari a metà del peso del LM) e aggiungendo poi la farina poco a poco. La quantità di farina prevista deve essere pari al peso del LM, poco più se necessario, ma non ti consiglio di sbilanciare troppo le dosi. Ma che farina usi?
grazie della rapidissima risposta michelangelo, già procedevo così infatti sciogliendo il livieto nell’acqua e poi aggiungendo la farina, uso farina 00
Ciao! ^____^ Son sempre io.Qualche tempo fa,ho provato a fare il lievito madre ma è andata a buca…così ho riprovato.Questa volta ho fatto così(sono andata un pò a logica e un pò,sbirciando su internet)Ho usato 2 hg di farina,un cucchiaio di miele,uno di olio d’oliva,acqua minerale(quanto basta,sono andata a naso…)e un pò di birra(anche qui a naso,comunque poca,circa 2 cucchiai).Dopo 2 giorni ho rinfrescato, aggiungendo : 3 cucchiai colmi,di farina,acqua appena tiepida,dove avevo sciolto un cucchiaino abbondante di miele.E’ successo il miracolo!! Avevo notato da subito,24 ore dopo circa,le prime bollicine ora dopo averlo rinfrescato per 4 volte consegutive,sempre tenendolo in un luogo chiuso e avvolto dentro un asciughino,il mio lievito è vivissimo!!! Stasera,lo metterò in frigo e spero che non muoia ^__^
Ottimo risultato! L’aggiunta della birra è stata determinante: è lì infatti che si trovano i Saccaromices cerevisiae, ovvero il lievito di birra. Ora puoi mantenerlo in frigo dove il freddo rallenterà il suo ciclo di vita.
Grazie! Mi stai rassicurando. Avevo un pò di timore a metterlo nel frigo,dal momento che andava tutto ok.Ora ho un lievito,dall’odore un pò pungente,molto gonfio pieno di bollicine e,la sua consistenza è collosa ed elastica. In settimana (tempo libero permettendo),proverò a fare il pane ^______^
[…] Riporto pertanto una serie di appunti e note che ho raccolto da quando mi sono avventurato nel mondo della panificazione con il lievito madre. […]
Ho appena iniziato a fare il lievito naturale e seguirò passo passo i tuoi consigli solo che non avendo il miele ho adoperato lo zucchero.
Ma appena il lievito sarà pronto dove trovo le ricette per fare il pane?
cordialità
bluejeans55
Ciao Ermanno, nella pagina Vini e Ricette trovi i link ad alcuni post con ricette di pani e lievitati
Caro michelangelo ho fatto il primo rinfresco e a dopo essere aumentato di volume a distanza di 24 ore si è ridotto notevolmente. il brattolo si trova dentro il forno protetto da correnti di aria.
cosa + successo? forse a casa mia c’è troppo caldo?
Il tuo diario è molto invitante per una panificatrice (amatoriale) di lungo corso come me… Io però sono ancora “ferma” al lievito di birra, causa i miei frequenti spostamenti. Mi chiedo cosa succederebbe del lievito madre in assenza di cure e regolare rinfresco. Che ne dici? PS: complimenti per il blog!
Ciao!Innanzittutto grazie perchè seguendo le tue preziose indicazioni sono riuscita ad ottenere una bella pasta….ho alcuni dubbi però….i rinfreschi giornalieri devono durare fin quando non raddoppia di volume in 3-4 ore?Ho paura di rovinarla…se la conservo a temperatura ambiente devo tenerla comunque ben sigillata come in frigo?Grazie!
forse sì. comunque dopo 24 ore è tempo di un nuovo rinfresco. niente di male, la situazione è recuperabile.
All’inizio la pasta tende a crescere molto (o molto poco) rapidamente. 7-8 rinfreschi giornalieri sono necessari per rendere il suo comportamento più regolare e raggiungere il giusto livello di acidità (nè troppo nè troppo poco). A questo punto puoi tenerla in frigo e rinfrescarla settimanalmente.
Quando nei avrai bisogno per fare il pane, rinfresca la sera prima e tienila una nottata a temperatura ambiente (sempre in un barattolo chiuso, lontano da correnti - ad esempio nel forno spento). Vedrai che al mattino sarà almeno raddoppiata.
In assenza di cure e regolare rinfresco il lievito madre si sgonfia, inacidisce e poi muore.
Se in realtà il problema è la manutenzione, si può anche surgelare, ma sinceramente non ho ancora provato.
[…] per nuocere e, tra una cosa e l’altra, ne approfitto per far qualcosa con il buon vecchio lievito madre. Qualcosa di sfizioso e di stagione, qualcosa di settembrino, con i […]
Ciao, il mio lievito madre ha sofferto di una mia assenza prolungata e al momento è “in terapia”. Mi date una mano? Ho rinfrescato ieri sera ma stamattina era cresiuto pochino e quindi ho evitato di panificare e lasciato comunque fuori dal frigo. Adesso siamo quasi arrivati al raddoppio del volume, ma sembra come dire… un po’”giù di tono”. Cosa mi consigliate? Grazie. Silvia
Ciao Silvia, in questi casi ci vuole la pazienza di fare più rinfreschi, ogni uno o due giorni, finchè non riprende completamente.
Grazie Michelangelo, sembra che tutto proceda bene, domani riprovo a panificare e vediamo. A questo punto approfitto della tua disponibilità per un altro consiglio…
Di solito io procedo così: rinfresco, lascio a lievitare per una notte, la mattina uso tutto il lievito nell’impasto e prima di fare le forme stacco dall’impasto la quatità di un pugno, che uso successivamente come lievito madre…
Sbaglio? E’ più opportuno mantenere come lievito madre la metà dell’impasto dopo il rinfresco?
Grazie (davvero) e a presto. Silvia
Ciao Silvia. Più o meno anch’io procedo nello stesso modo: rinfresco la sera prima e uso il LM il giorno dopo. Normalmente non lo includo tutto nell’impasto, ne preparo sempre un po’ di più che conservo da parte fino al successivo rinfresco. Questo perchè spesso nell’impasto aggiungo latte, olio o miele a seconda del tipo di pane che preparo.
Circa la quantità da conservare mi regolo in base a quando (e quanto) voglio panificare. Se non penso di fare presto un altro pane, ne conservo una piccola parte che rinfresco regolarmente
Un saluto
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Mi tengo preziosamente quest’articolo, grazie!
Molto interessante il post, anche io nutro da mesi la mia pasta madre e ho appena pubblicato dei post a riguardo, sono curiosa adesso di vedere i tuoi pani