altavilladellacorte.jpgLa dinastia degli Altavilla, nel XII secolo fece il primo passo verso uno dei regni più importanti e longevi del Mediterraneo: il regno di Sicilia. Ruggero II di Altavilla ultimò l’unificazione dei feudi normanni ed istituì un governo centrale, respingendo l’avanzata dei Mori.

Altavilla della Corte, dell’azienda Firriato ripercorre la trasformazione della presenza francese presente nella storia siciliana, attraverso il connubio di uve di origine bordolese come il Cabernet Sauvignon, coltivate in Sicilia ed uve autoctone, come il Nero d’avola. Nasce così un vino di interessante struttura e personalità. Due vitigni con caratteristiche in parte complementari, si incontrano in un piacevole equilibrio.

Il vino si presenta di color rosso rubino intenso, cupo. Al naso si offre con buona intensità e complessità: si riconoscono note di frutti di bosco, sentori di grafite e spezie piccanti. Attacco deciso al palato e con un tannino discreto, modulato. In una parola, garbato.

frascati.jpgI vini tipici del Lazio sono circa una trentina, ma solo uno su tutti è legato alla tradizione popolare romana e laziale: il Frascati.

Celebrato dal Belli e menzionato da Trilussa (…ho battezzato la pupetta mia, cor vino de Frascati all’osteria…”), trova il suo posto nelle storiche osterie romane, note come fraschette, per via del ramoscello, detto anche “frasca”, che tradizionalmente era esposto per segnalare agli avventori che potevano trovare il vino dei castelli romani.

Il Frascati è un vino di carattere, robusto così come tutta la cucina romana e laziale, contadina e dai sapori forti. Oggi tuttavia, anche il Frascati si è ritagliato uno spazio tra i vini di interesse, conquistando anche un discreto mercato all’estero. Dalle fraschette, agli scaffali dei moderni wine-bar. E’ il caso del Frascati dell’azienda Casale Mattia, che produce un vino di grande qualità, conservando intatte le tradizionali caratteristiche.

Ottenuto da uve locali come la Malvasia di Candia, Malvasia Bianca, Trebbiano Giallo e in quantità minori Bombino, Bellone, il Frascati Superiore Linea Storica si presenta di colore giallo paglierino tenue. Al naso si avvertono sentori floreali, di biancospino, ginestra e note di mandorla fresca. Ma nella miglior tradizione del Frascati è al palato che mostra tutto il suo carattere deciso, estremamente sapido, di buona acidità e struttura. Ritorna la nota amarognola della mandorla in chiusura. Perfetto per accompagnare il classico abbacchio con le patate.

In quelle che furono le stalle e le botteghe della corte di Palazzo Ruspoli a Cerveteri, oggi trova posto l’elegante ristorante Le Ginestre. L’ambiente, sobrio e curato non perde il fascino rustico e vagamente retrò.

La gestione è orgogliosamente familiare: “Dante Pellegrini e la moglie Anna si dividono tra sala e cucina, con l’aiuto dei figli Luigi, Serena e Simona”. Questo il loro segreto

La cucina è di ottimo livello, non mancano sperimentazioni ed interessanti proposte sia di mare che di terra, variabili stagionalmente. Molto ampia la carta dei vini, arricchita da interessanti passiti e vini da dessert, ideali per una memorabile chiusura.

Reggi il resto

pietra_marina.jpgL’enologo siciliano Salvo Foti, la sua terra la ama davvero

La zona della Sicilia sud orientale ed in particolare l’area etnea, produce vino praticamente da sempre. Il rispetto della tradizione, tramandata di padre in figlio e la volontà di perpetuare le tradizioni del territorio hanno portato ad approfondire le potenzialità dei vitigni autoctoni, a volte secolari ed a valorizzare i frutti della terra, la nostra.

Il Carricante è un vitigno difficile e controverso. Si trova solo nella zona etnea, dove si verificano particolari condizioni climatiche che ne favoriscono la crescita. Unico al mondo, quest’uva è nota da secoli in particolare per la sua notevole acidità, utile, soprattutto in passato, per favorire la protezione e conservazione del vino, rallentando i fenomeni ossidativi. 

Già nel 1774, lo studioso Domenico Sestini scrive:  ”I vini poi che si ottengono dalle vigne, che restano in quelle montagne più alte sulle falde del mongibello, per il clima assai freddo si conservano perfettamente tutto l’anno, sopra la feccia o mamma come dicesi in Sicilia, senza essere travasati, maturandosi nella stagione più calda, lasciando quella acerbità, che portano di natura sua, a tal segno che si rendono atti a resistere alla navigazione.”

E’ l’Azienda Benanti che trasforma le uve di Carricante in Pietramarina, vino d’eccellenza.

E’ raro trovare un bianco tanto longevo, 11 anni sono tanti e si notano nel colore che, dal giallo paglierino vira verso riflessi dorati. Naso leggermente stanco, ma chiaramente evidenti note di mela, miele di zagara e minerali. Al palato conferma l’acidità attraverso una dirompente freschezza. Aromi persistenti, chiudono in un finale che torna su note minerali, per l’appunto, di una “pietra marina”. In una parola solare.

satrico.jpgE’ Plinio a raccontarci di Satricum, fiorente città arcaica del Lazio, seconda solo alla ben più celebre Alba Longa. Distrutta nel IV secolo a.C., trovava posto sul fiume Astura, nei pressi di Anzio, dove ora si trova la rinomata azienda Casale del Giglio, una delle più famose in area capitolina e non solo.

Così come Satricum è stata crocevia commerciale e culturale, il vino che la ricorda vuole essere un bilanciato incrocio tra tre vitigni ampiamente noti e diffusi: Trebbiano Giallo, Chardonnay e Sauvignon.

Maturato in botti di acciaio e successivamente affinato in bottiglia, Satrico è un ottimo bianco, fresco e piacevole. Il colore è giallo paglierino, luminoso. Al naso rivela profumi intensi di mela e toni floreali di acacia e biancospino. Mantiene un carattere fresco ma mai spigoloso e pungente, che si conferma al palato in una delicata acidità. Buona retrolfattiva con ritorni di frutta a pasta bianca. Ottimo con il pesce, nelle calde serate romane. In una parola, estivo.

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