chocolate-chip-cookies_sml.JPGFrolla-senza-burro: praticamente un ossimoro? E invece no, ormai l’olio di oliva si prende la rivincita infilandosi in un’area da sempre off-limit: quella dei dolci. Se nei plumcake è ormai un classico, ormai ritroviamo l’olio anche in abbinamento al cioccolato o nella frolla.

jeu huile olive  Così reinterpretiamo i classici e americanissimi chocolate chip cookies utilizzando la ricetta di una frolla a base di olio di oliva (e senza un grammo di burro), alla quale ho aggiunto scaglie di cioccolato e nocciole, ricavato da una tavoletta di cioccolato Guido Gobino. Ora, breve parentesi per chi non conosce questa leccornia da paese della cuccagna: un cioccolato finissimo e intenso in una mega tavoletta, meglio detto ”foglio nocciolato” da 1 kg con nocciole Piemonte IGP intere.

E ovviamente, i biscottini partecipano alla bella raccolta italo-francese lanciata da Alter Gusto. Bon apetit!

Read more

filetto-di-maiale-e-mele_sml.JPG
E sia, ancora una volta, filetto di maiale. Il fatto è che volevo raccontare quanto la nordica usanza di abbinarlo con le mele sia quanto mai indovinata: il risultato è agrodolce e un filo speziato aggiungendo un poco di ginepro o, eventualmente altre erbe aromatiche.

Il gusto agrodolce, più estraneo alla nostra cucina (soprattutto quella attuale) è invece molto caratteristico della cucina rinascimentale e medioevale, specialmente presso le corti signorili, dove le spezie erano oltretutto uno status simbol. 

Ma perchè proprio con le mele? Sicuramente per un felice connubio di gusto, come suggerisce anche il mitico foodpairing, proponendo nello specifico il prosciutto iberico, ma anche per semplici tradizioni agricole, come suggerisce The Old Foodie. La stagionalità delle mele infatti, coincide con la macellazione del maiale, quando i tagli freschi sono consumati verosimilmente in feste e banchetti imbanditi, tra l’altro, proprio con l’ultimo raccolto di mele.

Read more

sagrantino-antonelli.jpg
Montefalco la ricordo così, una lunga salita fino alla piazza comunale, rotonda, curata, c’era il vento e poca gente in giro. Paesino silenzioso, curato, con lo sguardo rivolto al passato, al medioevo delle botteghe artigiane, dei contadini e dei conventi, i primi a recuperare le culture e mantenerne vivo l’impulso nei secoli bui. 

Il Sagrantino ha recentemente guadagnato un posto sotto i riflettori. Riveste bene, per prossimità geografica, il ruolo dell’”alternativo” soprattutto ai soliti noti e ai mostri sacri toscani e poi è il giusto rappresentante dell’Umbria radical-chic e molto country, che negli ultimi anni è emersa ampliando notevolmente l’offerta per il turismo enogastronomico, con splendide proposte.

La DOCG esiste dal ‘92 e fondamentalmente segna l’attenzione di un manipolo di produttori nella tutela del Sagrantino, vitigno autoctono umbro, di cui poco si sa circa le origini. Alcuni studiosi riconoscono nel Sagrantino l’Itriola menzionata da Plinio nella Historia naturalis: “Itriola Umbriae Mevanatique et Piceno agro peculiaris est”. Altri ipotizzano un’importazione dall’asia minore, ad opera di alcuni francescani. Ma gli elementi storici e analitici sono così flebili che si perdono nei racconti popolari e nella leggenda.

Come unica certezza, ne rimane l’immediatezza, lo spessore qualitativo quali probabilmente i veri segreti del successo di questo rosso, oggi più affermato come vino secco che non come passito, seppur anch’esso di grande levatura. E qui vale la pena sottolineare ancora una volta la tipicità e la grande varietà di vitigni nel patrimonio vinicolo italiano, unico al mondo.

Il Sagrantino esiste solo in Umbria e con essa si identifica, e, in buona sostanza, bere Sagrantino significa bere l’Umbria.

Read more

crema-di-latte_sml.JPG

In un bel racconto di Calvino, “il castello dei destini incrociati”, alcuni viaggiatori si ritrovano misteriosamente in un ignoto castello, privi della parola. Così incrociando file di carte da gioco, ciascuno racconta se e la sua storia.

Come le file di carte del racconto, si incrociano accidentalmente la crema di latte e questi piccoli biscottini, cialde soffici e un po’ spugnose.

La crema di latte ha una storia antica, almeno quanto le consunte pagine di nonna maria che ne ritraggono la ricetta. Oggi ancora si incontra in Sicilia, soprattutto quando sostituisce la ricotta dei cannoli, troppo deperibile con la calura estiva.

I biscottini invece arrivano dal sito dello chef degli chef, nientemeno che Heinz Beck. Sul sito patinato e ricco di foto molto invitanti compaiono due cose curiose: i sughi pronti De Cecco (cheee?!?! E invece sì! Alla voce “consulting” ci spiega che cura l’intera gamma dei sughi pronti…bah!) e nella ricetta della meravigliosa mousse al caffè, due righe che descrivono gli “strani biscottini” ovvero il “Biscotto al miele: Montare le uova intere con lo zucchero ed il miele, aggiugere delicatamente la farina setacciata. Stendere su silpat ed infornare a 200° per 5 minuti. Tagliare con un tagliapasta di 7,5 cm.”

Forse non avrò indovinato alla perfezione l’esecuzione, mi sa tanto che l’albume e il tuorlo meritavano di essere montati separatamente e poi uniti (come per i savoiardi). Fatto sta, che lo strano biscottino si trovi alla meraviglia, con la crema di latte e il suo sapore agrumato, trovando anche il giusto equilibrio in quanto a consistenza.
Due destini incrociati per una golosa merenda.

Read more

panini-allo-yogurt_sml.jpg

A volte in rete capita di seguire percorsi strani, di passare dai biscotti al baccalà, rimbalzando da un blog all’altro tra vecchie e nuove conoscenze, tra punti di riferimento e inaspettate piacevoli novità.

Fatto sta, che non mi sarebbe mai passato per la testa di fare il pane con lo yogurt, per quanto ora l’idea mi suona bene (una sorta di assonanza tra fermentati), ma è difficile non restare incantati dall’ottima proposta di Pappareale, che in fatto di panificazione la sa molto, ma molto lunga.

Così mi sono convinto subito: siano quindi panini allo yougurt.

Ora, ditemi voi, come faccio a spiegare quanto sono morbidi e profumati? Golosissimi a colazione, con il classico burro e marmellata oppure, appena tiepidi con olio (un buon olio) e sale.

Read more

Pagina successiva →

  • Tempo di quaresimali...



    -----

  • Parliamo di...



  • Disclaimer

    I contenuti di questo blog, eccetto dove diversamente specificato, sono rilasciati con Licenza Creative Commons.

    Le immagini pubblicate sono di proprietà dell'autore del Blog e sono coperte da copyright. Non è consentita alcuna loro riproduzione, nemmeno parziale (su stampa o in digitale) senza il consenso esplicito dell’autore. Alcune immagini sono tratte dalla rete e ritenute di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

    ------------ Creative Commons License ------------

    ------------- -------------

    ----------- -----------

    ------------- ------------- ---------- ---------- ---------------- --------------

    --- http://www.wikio.it http://www.wikio.it -

    ----- Food & Drink Top Blogs ---- ----- Blog Directory TopOfBlogs ---- ----- Food & Drink blogs BlogItalia.it - La directory italiana dei blog ---- ----- Il Bloggatore - Cucina Aggregatore notizie RSS ---- ----- Chefs Blogs blogarama - the blog directory ---- ----- ricette veloci

    --- GiornaleBlog Notizie Blog di Cucina

    --- Wikio - Top dei blog Wikio - Top dei blog - Gastronomia

    Page copy protected against web site content infringement by Copyscape
Chiudi
Invia e-mail